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Associzione Orto Botanico di Mestre

 GIORGIO MATTEI
PRESIDENTE
ASSOCIAZIONE PER L’ORTO BOTANICO DI MESTRE

Scopo dell’Associazione per l’Orto Botanico di Mestre, alla quale hanno aderito fino ad ora l’Ascom Mestre, l’AVA (Associazione Veneziana Albergatori), l’Associazione per il Bosco di Mestre, la Coldiretti Venezia e l’Università Ca’ Foscari di Venezia, è quello di promuovere, progettare e se possibile realizzare un Orto Botanico diffuso sull’area occupata dall’Ex Forte Marghera.
L’Associazione dichiara e conferma il proprio interesse, peraltro già pubblicamente manifestato in diverse circostanze, anche a concessioni d’uso, a fronte di interventi di valorizzazione del comprendio Ex Forte Marghera.
L’area del sito che verrebbe occupata dall’Orto Botanico è omogenea (la parte a SUD-EST più l’isolotto antistante al monumento dei Caduti a SUD e i due isolotti laterali).
Il nostro progetto è dunque compatibile con l’insediamento nelle restanti aree di altre attività che siano rispettose del valore ambientale e storico del sito.
Crediamo anche che possa rappresentare uno straordinario elemento catalizzatore a favore degli eventuali altri insediamenti.
Grazie ai suoi elementi diffusi renderebbe piacevole e spettacolare la fruibilità di questo spazio straordinario.
La nostra città potrebbe arricchirsi di un prezioso elemento da proporre ai cittadini ed ai numerosi visitatori.


 Gabriella Buffa
Dipartimento di Scienze Ambientali

Un orto botanico può essere definito come un giardino di utilità pubblica in cui si custodiscono collezioni vive di piante, ordinate e mantenute secondo criteri scientifici, documentate ed etichettate, per scopi scientifici, didattici ed educativi. Gli Orti Botanici hanno una storia molto lunga, tanto che si hanno notizie di orti botanici già nel 1500 a.C., e hanno sempre giocato un ruolo importante per lo sviluppo culturale, il progresso economico e l’espansione commerciale, adattando il loro ruolo ai bisogni della società e del periodo storico in cui si trovavano ad operare.
Gli Orti Botanici hanno avuto, ed hanno, due funzioni storicamente consolidate e imprescindibili: sono centri di divulgazione ed educazione naturalistico-ambientale qualificata, luoghi dove vengono fornite le conoscenze basilari del mondo vegetale, destinate a creare una coscienza naturalistica, e sono centri per studi strettamente scientifici, studi sulla biosistematica, sull’acclimatazione o sul miglioramento genetico di vegetali; un orto botanico è un vero e proprio laboratorio all'aperto e un luogo di coltura e conservazione del materiale vivente usato per la sperimentazione nel campo della biologia vegetale.
In questi ultimi decenni, gli Orti Botanici sono stati chiamati a svolgere un'altra fondamentale attività, rappresentata dalla conservazione ex situ, che si attua sia attraverso la "conservazione statica" di collezioni di specie rare e minacciate, sia attraverso la costituzione di vere e proprie banche del germoplasma. Gli orti botanici, quindi, sono oggi diventati il presidio della diversità vegetale del pianeta, centri di risorse per la conservazione, la ricerca e lo sviluppo.
Le trasformazioni dei modelli produttivi e l’aumento della popolazione hanno portato, infatti, a fenomeni di trasformazione ambientale estremamente preoccupanti, determinando un ritmo di estinzione delle specie da 50 a 100 volte maggiore a quello che si verificherebbe in condizioni naturali. Il fenomeno non riguarda solo le specie spontanee, ma anche le piante utilizzate per la nostra alimentazione, tanto che attualmente solo circa 120 varietà di specie coltivate forniscono sostentamento al genere umano, contro le 7 mila utilizzate nel corso della sua storia.
Secondo una stima dell’I.U.C.N. (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), ben 60.000 specie vegetali, su un totale di 250.000, potranno essere in pericolo di estinzione o di seria erosione genetica nei prossimi 30-40 anni, per lo più a causa della distruzione del loro habitat naturale. Anche in Italia, circa un settimo delle specie della nostra flora risulta in qualche modo minacciato.
Il fenomeno è talmente preoccupante che a partire dagli anni ‘80 del secolo scorso, si sono succedute negli anni numerose Convenzioni internazionali dalle quali sono discese Direttive europee e nazionali sul tema della biodiversità e della sua salvaguardia. Le ultime, in termini temporali, sono la “Strategia Globale per la Conservazione delle Piante” e la “Strategia Europea per la Conservazione delle Piante”, che risalgono al 2002 e che indicano come obiettivi per il 2010:
•       lo studio, la conoscenza e la documentazione della diversità delle specie vegetali a livello globale e regionale;
•       la conservazione della diversità, con la salvaguardia della maggior parte delle specie e delle aree in cui vivono;
•       l’uso sostenibile delle risorse derivanti dalla diversità vegetale;
•       la promozione dell’educazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei politici;
•       la creazione di reti internazionali per lo scambio delle conoscenze.
Nell'ambito di questi obiettivi, gli orti botanici hanno un ruolo importante intervenendo con numerose attività che vanno, appunto, dalla conservazione delle specie a rischio di estinzione (collezioni di piante vive), all’allestimento di banche del germoplasma che consentono la propagazione del materiale vegetale per eventuali reintroduzioni nell’ambiente naturale, fino all’educazione scientifica e alla sensibilizzazione del pubblico sui problemi ambientali.
Esiste una rete di circa 1500 orti botanici ed arboreti nel mondo, visitati ogni anno da più di 150 milioni di persone: gli orti botanici sono, quindi, nella posizione ideale per convincere il pubblico dell’importanza della conservazione delle piante e per svolgere un ruolo guida nell’organizzazione di iniziative di conservazione della vita vegetale.

Il Progetto per Forte Marghera L’idea di base, adottando un concetto ampiamente utilizzato in ambito museale, è la creazione di un “orto botanico diffuso”. Con questo termine intendiamo una riqualificazione dell’area di Forte Marghera che abbia come idea ispiratrice ed elemento unificante un Orto Botanico e le sue strutture.
L’idea è quindi di individuare un’area conclusa, che potrebbe essere quella che si estende nell’ala a sud-est del forte (vedi pianta allegata), all’interno della quale troveranno collocazione tutte le strutture e gli elementi tipici di un Orto Botanico moderno, come ad esempio collezioni vive, serre, un centro accoglienza dei visitatori, gli uffici amministrativi, strutture per la ricerca e la didattica, sale espositive, ecc. All’interno dell’orto potranno quindi trovare posto collezioni di piante rare e/o minacciate tipiche degli ambiti naturali del territorio veneziano, come litorali e lagune; le specie tipiche dei boschi planiziali di cui permangono pochi lembi relitti proprio in provincia di Venezia; ripercorrendo la storia di Venezia, potrebbe essere allestita una collezione di spezie; ecc. All’interno dell’Orto potranno infine essere individuate alcune aree funzionali alla creazione di habitat di particolare interesse per il territorio veneziano: queste piccole aree naturaliformi potranno essere utilizzate a scopo didattico per favorire la comprensione del funzionamento degli ecosistemi.
Alcune collezioni potrebbero, invece, essere collocate al di fuori del perimetro dell’orto concluso, e quindi essere liberamente accessibili al visitatore senza dover visitare l’orto botanico.
Le collezioni poste al di fuori potranno essere collezioni mantenute all’aperto, particolarmente attraenti per il visitatore che vuole anche solo passeggiare: collezioni di varietà di rose antiche, varietà di piante da frutto tipiche della nostra pianura, piccole collezioni di piante acquatiche, ecc. Oppure, potranno essere collezioni poste in piccole serre: piccole collezioni di piante carnivore o di piante grasse. In sostanza, dei piccoli giardini interattivi che stimolino la curiosità e permettano la scoperta delle piante attraverso alcune loro caratteristiche particolari: forme, profumi, usi, ecc.
Queste componenti diffuse potranno essere segnalate da elementi costanti, quali sentieri costruiti con un identico materiale o piccoli totem esplicativi che con la loro presenza indicano in modo immediato l’esistenza di una sezione di orto botanico.
L’immagine finale dell’area di Forte Marghera esterna all’orto concluso, dovrebbe quindi essere quella di un grande giardino, un’area pubblica per eccellenza, un punto di aggregazione per i cittadini che possa coinvolgerli sia emotivamente, per la bellezza del luogo, sia intellettualmente per le opportunità di conoscenza che può offrire anche semplicemente passeggiando.
Un orto botanico diffuso a Forte Marghera potrebbe quindi contribuire alla valorizzazione ambientale del territorio veneziano e alla salvaguardia delle sue peculiarità; diventare un punto di riferimento per la didattica di ogni ordine e grado; diventare un nuovo elemento del paesaggio fruibile da tutti, contribuendo alla riqualificazione del contesto ambientale di vita e di lavoro per la popolazione; diventare un elemento del territorio in grado di catalizzare nuovi interessi culturali.
Un orto botanico concepito con questa logica potrebbe quindi funzionare da polo unificatore di tutte le altre diverse realtà che potranno e dovranno insediarsi nell’area di Forte Marghera, facendola diventare un’area fruibile da un “pubblico” vasto e differenziato:
·         il normale cittadino o il turista che vuole un'alternativa o un’appendice all’immancabile visita di Venezia. La maggior parte delle città con Orti Botanici ben sviluppati li considera come elementi turistici molto importanti: basti pensare che il vicino Orto Botanico di Padova viene visitato annualmente da circa 40.000 persone ed è normalmente incluso nei tour turistici della città;
·         tutte le scuole, e tutti gli appassionati: gli orti botanici sono scuole all’aperto;
·         il ricercatore, che deve identificarlo come centro attivo di ricerca sulla biodiversità;
·         il Comune e altri Enti pubblici o privati e associazioni, per manifestazioni culturali, congressi, che potranno godere di un contesto diverso e stimolante.