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N. - 20/02/2019

Credito d’imposta per l’agriturismo

Credito d’imposta per l’agriturismo

L'art. 10 del DL 83/2014 riconosce, previa presentazione di apposita istanza, un credito d'imposta alle imprese alberghiere per le spese sostenute per la riqualificazione delle proprie strutture (cfr. anche DM 7.5.2015 e DM 20.12.2017).
L'istanza per accedere all'agevolazione doveva essere presentata in forma telematica, assieme all'attestazione di effettività delle spese sostenute, tramite il Portale dei Procedimenti (https://procedimenti.beniculturali.gov.it) secondo le modalità e le tempistiche definite dal Ministero dei beni e delle attività culturali.

Soggetti beneficiari
Possono beneficiare dell'agevolazione le imprese esistenti alla data dell'1.1.2012.
Ai fini della verifica dell'esistenza di un'impresa alla data dell'1.1.2012, occorre che (parere Min. Beni e Attività culturali e del Turismo 18.2.2016 n. 4969):
-        l'attività sia stata registrata, precedentemente alla suddetta data, alla Camera di Commercio relativamente alla partita IVA dell'impresa, il cui legale rappresentante presenta l'istanza per il riconoscimento del credito;
-        l'attività deve risultare attiva alla data di presentazione dell'istanza.
Per i periodi d'imposta 2017 e 2018, sono inclusi tra i beneficiari del credito d'imposta anche le strutture che svolgono attività agrituristica (art. 1 co. 4 - 7 della L. 232/2016).
L'art. 1 co. 17 della L. 205/2017 (legge di bilancio 2018) ha esteso l'agevolazione agli stabilimenti termali, anche per la realizzazione di piscine termali e per l'acquisizione di attrezzature e apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali.

Interventi agevolabili
Il credito d'imposta è riconosciuto per le spese relative a:
-        interventi di "ristrutturazione edilizia", vale a dire gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione in senso stretto;
-        interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
-        interventi di incremento dell'efficienza energetica;
-        ulteriori interventi (es. acquisto di mobili e arredi).
L'agevolazione per l'acquisto di mobili e complementi d'arredo può essere richiesta a condizione di non cedere a terzi o destinare a finalità estranee all'impresa tali beni prima dell'ottavo periodo d'imposta successivo (art. 12-bis del DL 50/2017 conv.).
Inoltre, l'art. 1 co. 320 della L. 208/2015 ha esteso il credito d'imposta in commento anche nel caso in cui la ristrutturazione edilizia comporti un aumento della cubatura complessiva, nei limiti e secondo le modalità previste dall'art. 11 del DL 112/2008.

Misura del credito d'imposta
Per i periodi d'imposta 2014, 2015 e 2016, il credito d'imposta era pari al 30% dei costi agevolabili, riconosciuti fino ad un massimo di 666.667 euro (il credito d'imposta massimo è, quindi, pari a 200.000 euro).
La misura dell'agevolazione è incrementata al 65% per i periodi d'imposta 2017 e 2018, fino ad un massimo di 200.000 euro nel biennio, a condizione che gli interventi abbiano anche finalità di incremento dell'efficienza energetica o antisismica (art. 1 co. 4 della L. 232/2016).
Sono quindi agevolabili i costi fino a 307.692,30 euro per ciascuna impresa ricettiva (DM 20.12.2017).
Resta fermo il rispetto del regime de minimis di cui al Regolamento UE 1407/2013.

Modalità di utilizzo
Il credito d'imposta:
-        è ripartito in due quote annuali di pari importo (fino al 2016, in tre quote annuali);
-        è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24, ai sensi dell'art. 17 del DLgs. 241/97 (codice tributo "6850"), mediante i servizi telematici (Entratel o Fisconline)(cfr. provv. 6743/2016).
L'ammontare del credito d'imposta utilizzato in compensazione non deve eccedere l'importo concesso dal Ministero, pena lo scarto dell'operazione di versamento.
Il credito d'imposta:
-        non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'IRAP;
-        non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109 del TUIR.

Revoca del credito d'imposta
Il credito d'imposta è revocato:
-        nel caso in cui venga accertata l'insussistenza di uno dei requisiti soggettivi e oggettivi;
-        nel caso in cui la documentazione presentata contenga elementi non veritieri o sia incompleta rispetto a quella richiesta;
-        per la fattispecie di acquisto di mobili e arredi, qualora i beni siano ceduti a terzi o destinati a finalità estranee all'esercizio d'impresa prima dell'ottavo periodo d'imposta successivo;
-        in caso di accertamento della falsità delle dichiarazioni rese.
Nei suddetti casi, si provvede anche al recupero del beneficio eventualmente già fruito.

Cumulo con altre agevolazioni
Il credito d'imposta è alternativo e non cumulabile, in relazione alle medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale in vigore all'emanazione del DM 7.5.2015 (es. detrazione per riqualificazione energetica).
Il credito d'imposta è, quindi, cumulabile con i super-ammortamenti (ris. Agenzia delle Entrate 15.9.2017 n. 118).

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