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Passante Verde

 
COLDIRETTI VENEZIA:
Il passante autostradale di Mestre è un'opera infrastrutturale che determina rilevanti ed innegabili benefici sull'assetto infrastrutturale macroterritoriale, ma non può passare in secondo piano l'impatto che ha determinato sulle comunità locali e sul territorio agricolo circostante.
Sin dall'inizio Coldiretti ha ritenuto limitativo ragionare sul passante solo in termini esclusivamente infrastrutturali e viabilistici ed ha avvertito la necessità di individuare nell'infrastruttura contenuti che permettessero di reimmaginare e riorganizzare un territorio già fortemente segnato da una crescita insediativa disordinata. Con il Passante Verde Coldiretti, ha voluto immaginare il passante come un'opportunità per costruire uno scenario di sviluppo sostenibile per il territorio attraversato dall'infrastruttura intervenendo in modo sistematico lungo trenta chilometri intensamente antropizzati.
In linea con i principi sanciti dalla Convenzione Europea del Paesaggio di Firenze, Coldiretti sostiene la necessità di una riflessione consapevole sul tema delle trasformazioni determinate dalle grandi infrastrutture e la necessità di operare con l'obiettivo di dare forma e funzioni al territorio senza rinunciare alla possibilità di costruire nuovi paesaggi che sappiano rinnovare il rapporto tra componenti antropiche, ambientali ed economiche.
Su questi presupposti Coldiretti ha ritenuto di fornire alla struttura tecnica del Commissario idee e supporto per la definizione di un piano paesaggistico di grande scala che comprendesse un sistema di interventi di mitigazione e compensazione ambientale e paesaggistica che sapesse reinterpretare le funzioni e le relazioni territoriali dopo la realizzazione dell'autostrada.
In quest'ottica l'elemento fondamentale nella costruzione e manutenzione del paesaggio è il coinvolgimento della popolazione residente ed in particolare degli operatori agricoli da sempre custodi e tutori dell’ambiente e del territorio.
L'esito dell'esperienza del Passante Verde dimostra il successo di quest'intuizione: un grande progetto infrastrutturale deve e può essere realizzato con una visione strategica degli assetti ambientali e paesaggistici del territorio che attraversa e deve essere accompagnato non solo da opere di mitigazione ma da interventi compensativi funzionali a dare nuove identità e funzioni ai luoghi interessati. Ma soprattutto dimostra che il risultato sarà quanto più positivo quanto più sarà costruito attraverso il dialogo e il coinvolgimento dei soggetti che vivono il territorio stesso.



UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PADOVA:
prof. Vittorio Pollini - Dipartimento di Architettura, Rilevamento ed Urbanistica DAUR - Università degli Studi di Padova
Il progetto Passante Verde nel panorama della pianificazione regionale e nazionale è quello che dovrebbe essere un caso di “ordinaria” progettazione, corretta e ben fatta con particolare attenzione alla “fattibilità“ e conseguente “esportabilità” in contesti simili, per la sua coerenza ed aderenza al territorio in cui si inserisce. Pur tuttavia ci troviamo di fronte ad un esempio abbastanza raro nel panorama culturale europeo: un programma di grande riqualificazione ambientale di assoluta fattibilità procedurale oltre che economico-finanziaria.
Questa è una delle caratteristiche principali dell’intervento portato avanti dallo studio Metroplan con la collaborazione scientifica del Dipartimento di Architettura, Rilevamento ed Urbanistica – DAUR partendo da un’idea “originale” della Federazione Provinciale Coldiretti di Venezia.
Analizzando nel dettaglio, i punti di maggiore spessore dello studio, è riscontrabile che il progetto del “Passante Verde” è perfettamente allineato con le scelte del PTRC della Regione Veneto in corso di definizione, di cui lo scrivente è uno dei consulenti, in particolare per quanto riguarda l’attenzione al sistema ambientale, uno dei punti di maggior rigore del nuovo Piano. Questo dato conferma l’assunto iniziale e cioè che ci troviamo di fronte ad un progetto fattibile ed aderente alle dinamiche del reale.
In secondo luogo, non siamo di fronte ad un semplice intervento di mitigazione ambientale. Il passante creerà una cesura nel territorio, inevitabile quanto facilmente preventivata, gli interventi di mitigazione previsti nel progetto autostradale pongono parziale rimedio a tale accadimento. Il progetto in esame non si limita, invece, a mitigare le cesure territoriali provocate dalla realizzazione del passante, ma piuttosto – e questa è caratteristica non trascurabile – ricuce in un'ottica di compensazione, equilibri territoriali che dopo l’intervento non sarebbero più esistiti.
Vi sono infatti aspetti, relazioni e paesaggi che il passante altera, anche profondamente. Il tentativo, realistico, è quello di fornire strumenti ed indicare categorie di intervento, per realizzare un “master plan”, coerente con stato di fatto preesistente con la coscienza che è irrealistico ed irrealizzabile rimarginare ferite non rimarginabili.
Questo è uno dei caratteri distintivi del progetto: la sua assoluta aderenza sia alla processualità che alle dinamiche della realtà (e pertanto dei territori progettati e/o ri-progettati). Il risultato è un nuovo paesaggio, inevitabilmente diverso da quello preesistente, non potrebbe essere altrimenti, che mette in luce nuove relazioni, accanto a quelle preesistenti, nuovi paesaggi e nuovi ambienti. Potremmo anche dire che, preso atto dell’impossibilità di azzerare gli impatti, il tentativo, riuscito, è stato quello di proporre un'identità sostitutiva, una sorta di “nuovo paesaggio” .
In definitiva il progetto per il Passante Verde non è un'invenzione utopica, ma uno strumento realistico, flessibile e pertanto utile proposto all’attenzione degli amministratori e dei soggetti interessati al controllo ed alla gestione di tale delicato brano di territorio veneto.
Si sottolinea che il progetto del Passante Verde ha anche un elevato contenuto innovativo e sperimentale. Non esiste nella letteratura e nella pratica un quadro di interventi di dimensioni paragonabili con una valenza funzionale di tale portata. Il valore esemplare e sperimentale del progetto è infatti di grande rilevanza per la possibilità di definire prassi e procedure che possano essere applicate in altri contesti regionali, nazionali e a livello europeo.
Nel concludere vorrei accennare al contributo scientifico del Dipartimento di Architettura, Rilevamento ed Urbanistica – DAUR. Esso ha fornito le basi teoriche di supporto che consentono di rendere il metodo e, soprattutto, la prassi progettuale, calibrata sul caso particolare ed esportabile in altri contesti (in particolare nell’area centrale veneta, in previsione di nuovi interventi infrastrutturali).

Referenze Studio Passante Verde
Lo studio ed il progetto Passante Verde sono stati promossi da:
Coldiretti di Venezia - Regione Veneto - Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Venezia


Lo studio paesaggistico Passante Verde è stato curato e realizzato da:

MetroPlan Architettura\Ingegneria srlarch.
E. Ferreguti, arch. A. Pennisi, arch. ing. S. Steffinlongo, N. Tonutti,

Collaboratori: arch. C. Rosanelli, arch. A. Bolognin, ing. E. Giusto 

Consulenza scientifica aspetti urbanistici
Università degli Studi di Padova - DAUR
prof. Vittorio Pollini – ing. Sebastiano Steffinlongo
Consulenza sugli aspetti agroforestali:
Veneto Agricoltura, Centro per la Vivaistica e per le Attività Fuori Foresta
dott. F. Correale, dott. R. Fiorentin, dott.ssa E. Tescari.

IL PROGETTO IN SINTESI:
Il progetto Passante Verde, promosso da Federazione Provinciale Coldiretti di Venezia, Regione Veneto e Camera di Commercio di Venezia e progettato dallo studio Metroplan di Venezia, in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Urbanistica Dell’Università di Padova, si pone l’obiettivo di integrare il progetto infrastrutturale del passante autostradale di Mestre con interventi di contenimento degli impatti ambientali, di progettazione del paesaggio e di riorganizzazione del territorio attraversato dalla nuova autostrada.

CARATTERI DEL PAESAGGIO:
Il progetto si colloca in un territorio di urbanizzazione diffusa, qual’ è l’area centrale veneta, già fortemente segnato da una crescita insediativa disordinata, ma al tempo stesso attraversato da una fitta rete di corridoi ecologici, lungo i quali si organizzano i residuali sistemi agricoli e ambientali, con il compito di ricucire le diverse componenti ambientali e di ricomporre gli equilibri territoriali che l’inevitabile cesura infrastrutturale ha ulteriormente compromesso.

INDICAZIONI PROGETTUALI:
Non vi è dubbio che il passante autostradale di Mestre debba essere considerata un'opera “indispensabile” che ha determinato rilevanti ed innegabili benefici sull'assetto infrastrutturale macroterritoriale, ma va anche riconosciuto il suo rilevante impatto sulle comunità locali e su un territorio fortemente frammentato nelle sue componenti insediative, agricole ed ambientali.
Il Passante Verde si caratterizza come progetto paesaggistico, ma di fatto è un progetto complesso e multidisciplinare, finalizzato alla mitigazione ambientale degli impatti, al controllo del microclima, alla riconnessione delle reti ecologiche, alla ridefinizione delle reti di percorsi locali, alla valorizzazione delle potenzialità paesistiche locali quali elementi di competitività territoriale e di sviluppo sostenibile.

STRUMENTI ATTUATIVI:
Il progetto è stato costruito sul dialogo con le realtà sociali ed economiche, legando strettamente la forma del progetto al contesto produttivo, sociale e culturale in cui si inserisce, divenendo quindi espressione diretta del territorio. Per governare la complessità del territorio, si è definito un sistema di regole e principi, con modalità operative che possono essere replicate in contesti diversi: proprio a partire dall'individuazione delle criticità, si è individuato il complesso delle azioni attraverso cui operare e le modalità di intervento (abaco dei paesaggi) che prendono poi la forma in un piano paesaggistico a livello di area vasta.
Il progetto definisce anche il quadro organizzativo degli interventi, stabilendo gerarchie e priorità, articolati in una struttura primaria, formata sia da interventi nodali e da una rete di interventi diffusi, che potranno essere realizzati attraverso le procedure delle opere pubbliche, sia da un complesso di interventi di completamento da costruire nel tempo attraverso accordi con i proprietari agricoli.
Ciò consentirà, a seconda delle particolari situazioni, la realizzazione di aree a bosco planiziale, l’impianto di boschi urbani, l’impianto di colture arboree, siepi arboree, prati, la realizzazione di zone umide e interventi sulla rete irrigua.

RAPPORTO TRA PROGETTO PAESAGGISTICO E LE PIANIFICAZIONI AI DIVERSI LIVELLI:
Il progetto Passante Verde assume le indicazioni e le prescrizioni dei superiori livelli di pianificazione, con l’obiettivo di comporre il paesaggio in un disegno unitario, andando a colmare la mancanza di una visione strategica che i singoli piani dei Comuni non sono in grado di promuovere. Ciò consentirà, durante la fase di attuazione, di promuovere nei singoli Comuni l’utilizzo degli strumenti previsti dalla nuova legge urbanistica 11/2004 (crediti edilizi, perequazione) e definire specifici atti di indirizzo per i nuovi piani strutturali (PAT).

RISULTATI OTTENUTI
Lo Studio Passante Verde durante la sua elaborazione è riuscito a mantenere alta l'attenzione e il consenso sul problema del rapporto infrastruttura \ territorio, coinvolgendo il maggior numero di soggetti a livello locale e dando visibilità alle iniziative da intraprendere. Il progetto è stato accompagnato da un’opera di divulgazione fatta ai diversi livelli istituzionali (locale, regionale, nazionale, europeo), che ha creato un contesto favorevole per procedere all’implementazione dei progetti fornendo al contempo un solido quadro economico delle risorse impiegabili, individuando in modo preciso le unità di costo per la realizzazione e la gestione e le possibili linee di finanziamento.
Per questo motivo, proprio grazie allo studio Passante Verde (2005) di Coldiretti Venezia, il General Contractor Passante di Mestre S.c.p.a., condividendone gli obiettivi e le modalità, ha iniziato un processo di revisione del progetto di mitigazione autostradale, al fine di renderlo coerente con quanto previsto dal "Passante Verde".
Gli interventi che oggi sono in corso di realizzazione, per un'estensione complessiva di circa 150 ettari, riguardano la struttura primaria del progetto e si compongono di cinque parchi di grande dimensione, situati nelle aree nodali di Vetrego, Mirano, Spinea, Martellago, Campocroce, Bonisiolo e di una sequenza di interventi lungo l'asse autostradale costituiti da interventi di ricucitura ambientale e di riqualificazione paesaggistica. Gli interventi nodali, si configurano come parchi urbani prossimi ai centri abitati, fruibili e accessibili al pubblico, dotati di percorsi, illuminazione pubblica e arredi. Si collocano in contesti fortemente caratterizzati dalla presenza dell'infrastruttura e la geometria dei progetti è il risultato di una mediazione tra infrastruttura e contesto, prendendo la forma di un paesaggio semi agricolo ma dalle geometrie marcatamente artificiali. Gli interventi paesaggistici lungo l'asse si collocano prevalentemente in territorio agricolo e prendono forma dalla densificazione dei sistemi morfologici ed ambientali esistenti: sono orientati sia al riconnessione delle struttura agroambientale che alla qualificazione delle sequenze percettive lungo l'autostrada.
Questi interventi sono il punto di partenza di interventi da attuarsi con programmi ed azioni pluriennali attraverso il coinvolgimento degli enti locali e dei proprietari agricoli funzionali all'implementazione del parco.

IL RUOLO DI COLDIRETTI:
Coldiretti Venezia partecipando, con un ruolo di primo piano, a tutela degli interessi delle imprese agricole coinvolte nella procedura espropriativa relativa alle aree su cui doveva essere realizzato il passante di Mestre ha inteso prospettare l’opera infrastrutturale in parola quale opportunità di riassetto non solo di natura viaria bensì quale occasione di riequilibrio ambientale dei territori limitrofi all’opera autostradale.
Appare chiaro, quindi, che il ruolo di un’organizzazione di rappresentanza quale Coldiretti si è manifestato, nella fase di gestione degli adempimenti amministrativi preliminari rispetto alla realizzazione del Passante, in tutta la sua portata politico-sindacale di composizione dei conflitti e di contemperamento degli interessi .
In particolare Coldiretti Venezia interpretando i suoi compiti istituzionali ha ritenuto che la realizzazione dell'autostrada non potesse limitarsi alla realizzazione di un'opera ingegneristica ed infrastrutturale ma per la sua dimensione geografica dovesse fornire una visione unitaria e strategica che offrisse opportunità di riqualificazione e riorganizzazione del territorio attraversato.
La federazione Coldiretti di Venezia nell'autunno del 2005 ha, quindi, costituito un gruppo di progettazione costituito dal Dipartimento di Architettura ed Urbanistica dell'Università di Padova, dall'Agenzia Regionale Veneto Agricoltura e coordinato dalla società Metroplan Architettura\Ingegneria commissionando uno studio sul passante di Mestre che avesse al centro non l'autostrada ma il territorio da essa attraversato. L'obiettivo era di fornire alla struttura del Commissario un piano articolato che affrontasse il tema del rapporto tra infrastruttura e territorio nelle sue valenze ambientali, sociali e paesaggistiche attraverso una visione sistemica e strategica.
Lo studio del Passante Verde si è dunque configurato come un grande disegno di territorio che ha saputo dimostrare come un'infrastruttura può e deve essere una risorsa per il territorio che attraversa; inoltre prefigurando la possibilità di realizzare un parco di estensione territoriale dal fiume Brenta al Sile il Passante Verde si è connotato come un piano paesaggistico e ha saputo costruire un immaginario condiviso per un territorio che comprende due province e molti comuni.
Questo è potuto avvenire attraverso la riscoperta di una progettazione paesaggistica di grande scala che ha dato forma, identità e funzioni a luoghi che altrimenti sarebbero stati marginali e dimessi.
E’ grazie all’azione della Coldiretti veneziana che il “Passante Verde” non si limita ad essere un mero adempimento di talune condizioni di realizzazione del progetto viario, ma assurge al ruolo di opera complementare all’autostrada di interesse primario dal versante della tutela degli insediamenti abitativi.
La finalità del progetto quindi non è stata solo la contestualizzazione paesaggistica degli interventi ma piuttosto la valorizzazione in senso ampio delle potenzialità paesistiche quale elemento di competitività locale e opportunità di sviluppo sostenibile diventando espressione diretta del territorio nelle sue componenti economiche, sociali e culturali.
Il progetto Passante Verde ha dato forma alla convinzione che la realizzazione di una grande infrastruttura debba essere l'occasione per ragionare in modo organico sugli assetti del territorio circostante determinando occasioni di trasformazione e riqualificazione ed opportunità di sviluppo e crescita.
L'obiettivo dello studio è stato quello di costruire un sistema di regole e principi che consentano di controllare dal punto di vista procedurale e misurare dal punto di vista economico un sistema di interventi complesso e di grande dimensione formalizzando una metodologia di intervento applicabile in contesti anche diversi.


I PARCHI: I parchi del Passante Verde si dividono in parchi di mitigazione e in parchi attrezzati, sono accessibili e fruibili al pubblico e costituiscono un'opportà di svago e di conoscenza del territorio. (Parco di Dolo – Parco di Vetrego – Parco di Mirano – Parco di Crea – Parco di Salzano – Parco di Martellago – Parco di via Verdi – Parco di Campocroce Sanbuchè – Parco del Casello di Preganziol – Parco di via Roette).
I NODI: I nodi del Passante Verde sono i punti di accesso secondari al sistema dei percorsi e alla rete delle opportunità. (Nodo di Caltana - Nodo di Spinea - Nodo di Zigarara - Nodo di via XXV Aprile - Nodo di Cappella - Nodo di Spangaro - Nodo del Cristo - Nodo di Boschetta - Nodo di via della Croce - Nodo di via dei Prati).